Causa dei Tumori e Abitudini Alimentari

Ha riscontrato l’AIRC (American Institute for Cancer Research) che tre tumori
su dieci, sono causati dal cibo che abitualmente consumiamo, poiché talvolta
presentano sostanze che favoriscono la malattia, come ad esempio:

  • Nitriti e nitrati utilizzati per conservare i salumi, che favoriscono la formazione del cancro allo stomaco;
  • Aflatossine liberate da muffe presenti principalmente in granaglie e legumi mal conservati, sono spesso responsabili di tumori al fegato;
  • Dopo lunghi studi, si è giunti alla conclusione che un’alimentazione ricca di grassi e proteine animali favorisce la comparsa del tumore.

Naturalmente, parti come esofago, stomaco e colon-retto, sono particolarmente soggetti a tumori causati dal cibo, ma da alcuni studi, si evince che fino a tre quarti di questi, è possibile prevenirli semplicemente migliorando la propria abitudine alimentare.

http://www.airc.it/media/prevenzione/img/alimentazione-corretta-FAQ-tabella-.gif

Riguardo al fegato, è necessario fare una scelta accurata dei cibi da consumare, poiché per esso passano tutte le sostanze assorbite dall’intestino, di conseguenza più soggetto ai danni provocati da sostanze cancerogene. Ci sono inoltre sostanze capaci di favorire tumori in maniera locale, come l’etanolo (presente in bevande alcoliche) che potrebbe provocare tumori in bocca, gola, esofago e laringe.
Studi recenti hanno riscontrato che l’alimentazione può innescare uno stato di infiammazione, il quale predispone a possibili tumori di qualsiasi tipologia e inoltre grava sull’equilibrio ormonale causandone dunque un favorimento o un impedimento della nascita di tumori a livello ormonale.

Umberto Veronesi e la sua dieta anticancro


Sono passati solo pochi giorni dalla morte di Umberto Veronesi. Il medico
91enne era un luminare nel suo settore. Conosciuto per la sua costante ricerca per combattere il cancro, l'oncologo e politico era
anche noto per le sue battaglie portate avanti in differenti settori. Sempre schierato a favore dell'alimentazione vegetariana, del nucleare, dei matrimoni e delle adozioni gay, Umberto Veronesi non temeva di rendere pubbliche le sue opinioni.
 Relazione tra tumori e alimentazione - "Andate avanti, perché il mondo ha bisogno di scienza e ragione" affermava l'oncologo. Veronesi riserva grande attenzione alla relazione tra i tumori e l'alimentazione. Questa connessione è confermata da numerosi studi scientifici sul tema, i quali suggeriscono una dieta equilibrata, cibi sani e cotture salutari come anticancro. L'oncologo dava diversi consigli per una dieta anticancro che tutti dovremmo seguire.


I consigli alimentari di Umberto Veronesi contro il cancro sono:
  • Consumare più volte al giorno frutta e verdura: frutta a colazione o come merenda, verdura a pranzo e a cena. Optare per la frutta secca, in quanto ricca di sostanze utili all'organismo: noci, pinoli, mandorle, nocciole.
  • Consumare una giusta dose di cereali integrali, come farro, riso orzo e grano, che aiutano a prevenire infarti e ictus.
  • Evitare le carni rosse che durante la cottura formano composti cancerogeni detti ammine eterocicliche, molecole capaci di mutare le cellule dei tessuti con cui vengono a contatto in cellule cancerose. 
  • Preferire le carni bianche a quelle rosse, seppure con moderazione.
  • Limitare il consumo dei salumi ed insaccati per via di alcune sostanze potenzialmente dannose utilizzate per la loro conservazione. 
  • Moderare l’uso di sale in quanto ,oltre ad essere uno dei maggiori responsabili della ritenzione idrica, rappresenta secondo alcuni studi un fattore di insorgenza di cancro soprattutto alla stomaco. 
  • Limitare le bevande alcoliche, il cui abuso è correlato fortemente con un aumento di sviluppare un cancro soprattutto in alcuni distretti: faringe, stomaco, pancreas, fegato e colon. 
  • Bere molta acqua per aiutare l'organismo ad eliminare le tossine che accumula. La quantità ideale è di almeno 2 litri al giorno. 
  • L'olio extravergine d'oliva ha ottime proprietà anticancro nonchè combatte l'insorgenza di problematiche relative al cuore. Bastano 3 cucchiai di olio extravergine di qualità al giorno da assumere a crudo per massimizzare la sua efficacia.
  • La cottura è molto importante quando parliamo di dieta anticancro. Si preferisce una cottura al vapore o al cartoccio, senza abusare dei cibi cotti alla brace o alla piastra.

Fonti:”BlastingNews”,”Benessere 360”,”GreenMe”





La mima-digiuno: una dieta che allunga la vita

Esiste una dieta molto in voga nell’ultimo periodo: la dieta mima-digiuno, messa a punto da Valter Longo dell’University of Southern California, che ha l’obbiettivo ridurre l’invecchiamento e di favorire soprattutto l’insorgenza di alcune malattie (compresi anche i tumori).

In cosa consiste:

Soprannominata anche dieta del momento, consiste nell’effettuare periodicamente un regime di restrizione calorica, ovvero una riduzione dei pasti per 5 giorni da ripetere ogni 3 o 6 mesi. La mima-digiuno prevede anche una perdita di chili che però, sottolinea il Dott. Longo, è solo un effetto collaterale della dieta che serve per riprogrammare le cellule, dando benefici rispetto all’invecchiamento.  

Lo studio:

La dieta parte dallo studio delle persone affette dalla sindrome di Laron, una malattia genetica caratterizzata dalla resistenza all’ormone della crescita ma anche una bassa incidenza di tumori e diabete. Le persone affette da Laron soffrono infatti di una deficienza del ricettore dell’ormone della crescita. La carenza indiretta di ormoni li rende nani ma allo stesso tempo li protegge in modo straordinario da tutte le malattie più comuni del nostro tempo.

Cosa prevede:

Prevede soprattutto una riduzione delle proteine e dei zuccheri. Si è riscontrato infatti che le proteine sono il principale mediatore dell’ormone della crescita, vale a dire che più proteine si consumano, più ormone della crescita si produce. Questo meccanismo, molto importante nell’adolescenza, diventa pericoloso in fase adulta perché l’ormone della crescita fomenta la divisione cellulare che crea un terreno favorevole allo sviluppo di tumori, diabete e processi di invecchiamento.

Quali alimenti bisogna mangiare?

I cinque giorni di dieta hanno un alimentazione ipocalorica quindi gli alimenti raccomandati sono per lo più frutta, moltissima verdura, legumi e cereali (alimenti caratteristici della dieta mediterranea delle nostre nonne)

La dieta del Dott. Longo dispone anche di un kit, una scatola che contiene tutto ciò che si deve mangiare nei cinque giorni, ovvero buste di prodotti come zuppe vegetali liofilizzate (di verdure, di pomodoro, di funghi), diversi tipi di , crackers di kale (cavolo nero), olive, quinoaalghe.







Nutrigenetica come personalizzazione dell’alimentazione e mezzo di prevenzione.

La Nutrigenetica è una scienza recente che studia il profilo genetico di diversi individui e ne associa differenti regimi alimentari.
Ma come possono i nostri geni avere a che fare con l’alimentazione?
Il DNA è quasi totalmente uguale in ogni individuo, ad eccezione di un 0,1%, preso in considerazione dalla sopracitata scienza. 
Questo 0,1% è la variazione genetica individuale che influenza la risposta di ogni individuo a particolari nutrienti e stabilisce l’insorgere di intolleranze, infiammazioni o malattie quali l’obesità. 
Tramite test genetici è possibile:
  • identificare i fattori di rischio;
  • mirare alla prevenzione precoce;
  • evitare o limitare la patologia.

Perciò conoscendo il funzionamento del nostro corpo possiamo lavorare affinché raggiunga il benessere auspicabile per una vita sana.


La tradizione del fast food

In tutte le culture del mondo il cibo è un elemento fondamentale perché rappresenta una tradizione e l’identità di un popolo. Ma dal 1961 si è registrato un cambiamento; sembra, infatti, che tutti nel mondo mangino gli stessi alimenti. Cheeseburger, patatine fritte, nuggets e hamburger, cibi caratteristici dei fast food, hanno preso il sopravvento sulla tradizione, portando il mondo a uniformarsi anche sul cibo.
Il seguente schema mostra la “Globalizzazione del cibo” (Fonte “Le Scienze 2016”)


Lobesità è una condizione medica caratterizzata da un eccessivo accumulo di grasso corporeo che può portare effetti negativi sulla salute con una conseguente riduzione dell’aspettativa di vita.
È una piaga dei paesi industrializzati, ma si sta espandendo anche in quelli in via di sviluppo. Si
tratta di una patologia tipica delle società dette “del benessere”, ovvero della città, a causa della
maggiore sedentarietà. Colpisce tutte le fasce d’età, ma oggigiorno soprattutto i giovani. In Italia,
infatti, i bambini obesi al di sotto dei 14 anni sono il 30%, anche perché molti di loro trascorrono
molte ore davanti alla televisione o al computer. La sedentarietà diventa perciò uno stile di vita!


Le cause dell’obesità sono molteplici:
  • Fattori genetici ereditari, come il diabete;
  • Personalità fragili con poca autostima che spingono i ragazzi a trovare nel cibo uno sfogo ai loro problemi;
  • Cattive abitudini alimentari;
  • Mancanza di un esercizio fisico adeguato;
  • Questione di ormoni. Da un esperimento sui ratti emerse la presenza di alcuni ormoni che regolano l’appetito, uno di questi è la leptina. L’uomo dopo i pasti produce questo ormone per eliminare il senso di appetito e prevenire l’iperalimentazione, perciò le persone affette da una carenza di leptina sono più soggette a diventare obese. Tuttavia solo un modesto numero di persone obese ha questa carenza genetica e paradossalmente gli individui obesi hanno un livello elevato di ormoni che sopprimono l’appetito, insulina inclusa.
  • Iperalimentazione edonica, ovvero mangiare per piacere e per una propria gratificazione. Mangiare edonico diventa una dipendenza. La conseguenza principale di questa patologia è l’alterazione del proprio comportamento, fino ad arrivare alla depressione. Le alterazioni comportamentali sono senz'altro legate all’emarginazione, dovuta principalmente alla derisione di cui spesso sono fatti oggetto le persone obese.
Come combattere l'obesità:
  • Svolgere attività fisica;
  • Seguire una dieta stabilita dal nutrizionista e non “fai-da-te”;
  • Aumento dell’autostima ottenuto attraverso interventi di natura psicologica;
  • La ferma volontà personale di cambiare stile di vita; per ottenere risultati permanenti è richiesto tempo e costanza. Di miracoloso e immediato non esiste nulla!
Anche se scopriremo che l’obesità è una dipendenza e avremo farmaci per curarla, gli obesi
dovranno lottare contro cause ambientali di ricaduta.

Testimonianza:
 《Piogge di insulti e gesti violenti dal bullo di turno i bambini obesi le vivono tutti i giorni. Io l’ho sperimentato sulla mia pelle. Sono comportamenti che derivano dall’educazione ricevuta, da una cultura sbagliata e piena di pregiudizi. Il problema dell’obesità viene vissuto anche dagli adulti non come una malattia ma come una cosa da deridere, su cui scherzare con troppa leggerezza. La cosa peggiore è che chi si permette di insultare e di essere violento contro chi ha dei chili di troppo viene anche giustificato dai genitori. E’ inaccettabile: tutto questo non finirà finché non si cambia proprio la cultura, la visione dell’obeso. Non sono casi isolati, non sono giochi finiti male. Io alle medie venivo continuamente presa in giro, la ragazza grassa è sempre nel mirino, è brutta e basta. E non c’è limite. Arrivavano a tirarmi addosso anche il cancellino per la lavagna. Gli obesi vengono visti cosi. Non si guarda in faccia l’età. Tutti pensano: “Se l’è cercata perché mangia troppo”. Io non dimenticherò mai. Da ragazzina a scuola di judo mi hanno dovuto dare il kimono degli adulti perché le taglie per la mia età non mi entravano. Tutti se ne accorgevano dalle cuciture, mi stava male, un marchio per la mia diversità. Ironie continue, persino dai maestri. Il problema è che quando si scherza sul grasso, anche se in modo velato, è sempre doloroso specie per un bambino. La reazione è nascondersi. Io sono arrivata al punto di camminare rasente ai muri, di cambiare strada per non incrociare i miei coetanei, per paura di essere insultata. Ma sono gli adulti che devono per primi insegnare ai figli il rispetto e il riconoscimento di una malattia, come lo è l’anoressia. Non si può torturare unapersona con un problema. Ma l’obesità per tutti è una debolezza, il ciccione non ispiracomprensione. Dopo la diagnosi del diabete ero dimagrita, ma poi ho ripreso chili.Mangiavo di tutto h24 e il cibo era un’ossessione. Cosi ho superato la soglia dei 100, non avevo più voglia di fare niente. Vacanze e viaggi? Banditi. Anche passeggiare eraimpossibile perché mi facevano male le caviglie. La svolta per me è stata l’interventorestrittivo dello stomaco. Oggi mi sento una farfalla. I dolori e la fame insaziabile sono solo un ricordo, ma la mia battaglia durerà tutta la vita.
Questa è la testimonianza di Denise Migliore, 30 anni, ex obesa ancora oggi in lotta con la
bilancia.

《SE AMI QUALCUNO DAGLI PESO》

Anoressia e bulimia, disturbi conosciuti da tutti ma spesso sottovalutati o trattati con estrema leggerezza.
Quante volte abbiamo sentito l’espressione “oddio quella ragazza sembra anoressica” rivolta verso una ragazza visibilmente sottopeso? Perché sì, l’anoressia spesso viene associata solamente alla magrezza, mentre pochi comprendono che dietro al bisogno di vedersi magri purtroppo ci possono essere infinite motivazioni diverse, lontane dalla semplice paura di ingrassare.
[…] Non volevo ammettere a me stessa di esserci precipitata di nuovo dentro, cosa sta alla base di tutto? La mia estrema insicurezza, il mio voler essere troppo perfezionista. Chi cerca di stare sempre al meglio e fare il meglio, ad un certo punto si perde, e la sua vita si riduce a niente, ci si sente la causa diretta di tutto quello che avviene intorno… Così parla Erika, 18 anni. (la Repubblica).
La bulimia a differenza dell’anoressia è caratterizzata da abbuffate frequenti, vissute anche esse però con il terrore di prendere peso, si viene ad instaurare quindi un meccanismo che sembra quasi senza fine: 
il soggetto si rifugia nel cibo per avere conforto  l’atto del mangiare provoca sollievo  ne consegue l’autopunizione (come il vomito)  distoglie il soggetto dai pensieri che lo affliggono  il soggetto ricerca nuovamente il conforto.
Entrambi i disturbi sono richieste d’aiuto che vanno accolte, in quanto il loro prolungamento oltre a causare conseguenze sul piano psicologico potrebbero portare alla morte.
Amici e familiari sono indispensabili nel processo di guarigione, non dovrà più essere il cibo l’elemento su cui sfogare debolezze e preoccupazioni, tutto però parte dalla consapevolezza da parte del soggetto di voler uscire dal tunnel…perché solo accettando l’aiuto potrà davvero iniziare a riceverlo.

Tè Verde

今天在中国,茶叶有数百个品种,主要分四大类。
 东南的红茶,广东的乌龙茶,湖南的黄茶和福建的白茶。
喝茶对身体有很多好处,比如提神,帮助消化,解酒,去口臭等。

"Il è una medicina squisita, capace di prolungare la vita degli uomini” dice il Kissa Yojoki – il Manuale per rimanere sani con il tè, scritto dal monaco buddista Eisai 900 anni fa.

Che cos’è
Il tè verde, che rappresenta il 20% del tè prodotto a livello mondiale, è costituito da foglie di Camellia sinensis, una pianta tropicale probabilmente di origine indiana e importata in Cina attraverso la via della seta. I tre principali tipi di tè – verde, nero e oolong – derivano tutti dalla stessa pianta, ma i diversi processi ai quali le foglie sono sottoposte per arrivare al prodotto finale rendono le tre varietà estremamente diverse tra loro sia dal punto di vista del gusto, sia da quello delle molecole contenute e quindi delle proprietà per la salute.

Le proprietà
Il verde occupa teoricamente un posto di primo piano tra le sostanze che possono aiutare a prevenire il cancro grazie al suo alto contenuto di catechine, prima tra tutte la epigallocatechina-3- gallato, nota anche con la sigla EGCG. Durante il processo di preparazione delle foglie, il tè verde non fermenta e in questo modo si mantengono intatti i principi attivi presenti in grandi quantità nella foglia fresca e responsabili dell’azione preventiva della bevanda. La molecola EGCG, testata in alte concentrazioni in laboratorio, riesce a bloccare alcuni meccanismi utilizzati dalle cellule tumorali per crescere e diffondersi nei tessuti vicini ed è in grado di interferire con la formazione di nuovi vasi (angiogenesi).

Effetti Indesiderati:
Un po’ come per il caffè, consideriamo il fatto che contiene caffeina e può causare ansia e nervosismo e che l’eccesso, aumentando la diuresi può provocare disidratazione. Assunto a digiuno e troppo concentrato, può provocare nausea e vomito. Un consumo esagerato può causare danni epatici e attenzione alle interferenze con i farmaci.

CURIOSITÀ

Molte celebrità oggi giorno cambiano la loro routine alimentare o per il benessere proprio o per questioni di "moda". La celebrità Gwyneth Paltrow l'ha fatto per curare la sua sua osteoporosi (una condizione in cui lo scheletro è soggetto a perdita di massa ossea e resistenza) con una dieta alimentare ricca di vitamina D, questa malattia l'ha indotta anche ad eliminare ogni derivato animale dalla sua alimentazione. 

Altre celebrità invece, come detto prima, lo fanno per questioni di moda come per esempio l'attrice Elizabeth Hurley e la cantante Cheryl Cole che seguono la "dieta del gruppo sanguigno", una dieta che si basa sull'alimentarsi a seconda del proprio gruppo sanguigno infatti i diversi gruppi sanguigni metabolizzerebbero i cibi in modo differente. Così, per perdere peso, le persone con il gruppo A dovrebbero seguire un regime vegetariano, quelle col gruppo 0 invece, dovrebbero mangiare carne e consumare latticini. Questa dieta però non viene condivisa da tutti, come per esempio dalla British Dietetic Association, poiché ritengono che questo tipo di dieta potrebbe portare a delle carenze di preziosi nutrienti.

Se vi sono "star" che cercano di migliorare il loro aspetto esteriore attraverso le attività sportive o con un alimentazione guidata da specialisti di questo settore, altre invece perdono peso in un modo inadeguato arrivando persino a non assumere più cibi. In questa situazione possiamo trovare Demi MooreVictoria Backhamle gemelle OlsenKeira Knightley, Kate Middleton e molte/i altre/i. 

Molti di loro arrivano a queste situazioni a causa dello stress a cui sono sottoposte tutti i giorni, negando i loro disturbi alimentari; altre/i invece decidono di "confessare" i loro problemi attraverso interviste oppure attraverso la creazione di un'organizzazione in modo da aiutare anche gli altri che si trovano nella loro situazione, come per esempio Lady Gaga che soffrì di bulimia e anoressia da giovane. Diventata poi famosa, la cantante decise  di lanciare "A body revolution", un’iniziativa a favore della prevenzione sui disturbi alimentari.