Anoressia e bulimia, disturbi conosciuti da tutti ma spesso sottovalutati o trattati con estrema leggerezza.
Quante volte abbiamo sentito l’espressione “oddio quella ragazza sembra anoressica” rivolta verso una ragazza visibilmente sottopeso? Perché sì, l’anoressia spesso viene associata solamente alla magrezza, mentre pochi comprendono che dietro al bisogno di vedersi magri purtroppo ci possono essere infinite motivazioni diverse, lontane dalla semplice paura di ingrassare.
[…] Non volevo ammettere a me stessa di esserci precipitata di nuovo dentro, cosa sta alla base di tutto? La mia estrema insicurezza, il mio voler essere troppo perfezionista. Chi cerca di stare sempre al meglio e fare il meglio, ad un certo punto si perde, e la sua vita si riduce a niente, ci si sente la causa diretta di tutto quello che avviene intorno… Così parla Erika, 18 anni. (la Repubblica).
La bulimia a differenza dell’anoressia è caratterizzata da abbuffate frequenti, vissute anche esse però con il terrore di prendere peso, si viene ad instaurare quindi un meccanismo che sembra quasi senza fine:
il soggetto si rifugia nel cibo per avere conforto → l’atto del mangiare provoca sollievo → ne consegue l’autopunizione (come il vomito) → distoglie il soggetto dai pensieri che lo affliggono → il soggetto ricerca nuovamente il conforto.
Entrambi i disturbi sono richieste d’aiuto che vanno accolte, in quanto il loro prolungamento oltre a causare conseguenze sul piano psicologico potrebbero portare alla morte.
Amici e familiari sono indispensabili nel processo di guarigione, non dovrà più essere il cibo l’elemento su cui sfogare debolezze e preoccupazioni, tutto però parte dalla consapevolezza da parte del soggetto di voler uscire dal tunnel…perché solo accettando l’aiuto potrà davvero iniziare a riceverlo.